Alessandro Lanni

“Ci rubano il lavoro”, “Sono qui a sbafo”, “Quanto ci costano?”. Uno dei fronti più caldi dello scontro tra retorica anti-immigrati e forze della ragione è quello dell’economia. Qui di seguito mettiamo in fila qualche punto per fare chiarezza e provare a separare bufale e fumo dai fatti nudi e crudi.

  1. Al 31 dicembre 2015 gli stranieri nel nostro paese erano poco più di 5 milioni pari all’8,3% della popolazione residente in Italia.
  2. La Lombardia ospita quasi un quarto (22%) degli “stranieri d’Italia”, mentre l’Emilia Romagna è la regione in cui la concentrazione in percentuale più alta (12 residenti su 100 sono stranieri).
  3. Gli italiani in età lavorativa rappresentano il 63,2% della popolazione, mentre tra gli stranieri la quota raggiunge il 78,1%.
  4. Gli stranieri che lavorano in Italia producono 127 miliardi di ricchezza, paragonabile al fatturato del gruppo Fiat, o al valore aggiunto prodotto dall’industria automobilistica tedesca.
  5. Il contributo economico dell’immigrazione si traduce in quasi 11 miliardi di contributi previdenziali pagati ogni anno, in 7 miliardi di Irpef versata, in oltre 550 mila imprese straniere che producono ogni anno 96 miliardi di valore aggiunto.
  6. La spesa destinata agli immigrati è pari al 2% della spesa pubblica italiana.
  7. Nel 2014 i contributi previdenziali hanno raggiunto quota 10,9 miliardi. Ripartendo il volume complessivo per i redditi da pensioni medi, si può calcolare che i contributi dei lavoratori stranieri equivalgono a 640 mila pensioni italiane.
  8. Significativo anche lo sviluppo dell’imprenditoria straniera: nel 2015 si contano 656 mila imprenditori immigrati e 550 mila imprese a conduzione straniera (il 9,1% del totale).
  9. Negli ultimi anni (2011/2015), mentre le imprese condotte da italiani sono diminuite (-2,6%), quelle condotte da immigrati hanno registrato un incremento significativo +21,3%.
  10. Le aziende condotte da immigrati contribuiscono, con 96 miliardi di euro, alla creazione del 6,7% del Valore Aggiunto nazionale.
  11. In testa alla classifica degli imprenditori stranieri in Italia ci sono i marocchini che malgrado da un decennio non siano più la comunità più grande testimoniano il radicamento raggiunto negli ultimi trent’anni.

Dati estratti dal Rapporto annuale sull’economia dell’immigrazione della Fondazione Leone Moressa quest’anno dedicato a “L’impatto fiscale dell’immigrazione”.

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