Alessandro Lanni

Il clash tra i rifugiati mediorientali e il precariato europeo. Zygmunt Bauman regala voce e idee a un cortometraggio d’animazione di Luis Ruibal per Al Jazeera, un video che in pochi minuti spiega perché uomini, donne e bambini che scappano da un conflitto, dalla persecuzione politica o dalla fame, possano fare così paura a un pezzo significativo d’Europa.

I rifugiati – nota il grande sociologo polacco – rappresentano tutte le nostre paure. Sono persone benestanti, spesso uomini e donne laureate, senza intenzione alcuna di lasciare le proprie terre. Poi una guerra, una dittatura, il terrorismo, e la fuga verso l’Europa.

Sono il simbolo della precarietà esistenziale che si scontra con un’altra precarietà (“camminare sulle sabbie mobili” l’etimologia del sociologo) che trovano nei paesi europei. Milioni di persone che vivono sentendosi accerchiate, in una drammatica crisi economica. Ecco la radice di molti populismi che si aggirano per l’Europa, dall’estremo nord all’Italia.

“È solo l’inizio – conclude Bauman -. Non esistono soluzioni istantanee e l’ondata del 2015 sarà solo la prima”.

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