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Studiare bene quello che capita nella politica e nella società italiana può aiutare ad anticipare quel che accade – dopo qualche tempo – in altri paesi europei. In una lunga intervista a Le nouvel economiste, il politologo francese Marc Lazar analizza affinità e differenze tra i tre grandi partiti e movimenti populisti comparsi sulla scena italiana negli ultimi 20 anni: Lega Nord, Forza Italia e Movimento 5 Stelle, inevitabilmente collegati ai loro leader, padri e inventori Bossi, Berlusconi e Grillo.
Nell’analisi della situazione italiana anche un quarto momento “populista”, sebbene sui generis, quello che battezza “populismo centrista” di Matteo Renzi, che ha «incontestabilmente una dimensione populista anche se non si riduce a affatto a quella». Aspettando il 5 dicembre, da dove riparte l’Italia?

È davvero utile seguire l’Italia perché vi accadono fenomeni premonitori e che annunciano un’evoluzione anche in altri paesi, ovviamente, con le loro specificità. L’epicentro del terremoto, il sismografo italiano registra i primi scossoni che saranno poi distribuiti con minore o maggiore intensità nei paesi europei confinanti. Il modello transalpino, quello del “miracolo italiano” – uno stato debole, ma una società civile esuberante, funky, e dirigenti d’azienda favolosi, ma anche con la criminalità organizzata, con la mafia – è chiaramente ormai in fase di esaurimento. È necessario inventare un altro modello. Ma ciò che è sorprendente è che tutti in Italia sono convinti di questa necessità e sembrano pronti ad assumersi la responsabilità: politica, imprenditori, manager, a volte anche sindacalisti e associazioni. Ogni volta che abbiamo detto “l’Italia è affondata”, il paese si è sempre rialzato. Accadrà anche questa volta? Ecco la grande domanda.

Qui per continuare a leggere l’articolo (in francese).

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