Per iscriversi –> qui, per inviarci suggerimenti o critiche –> qui.

In Italia è il tema del giorno (oltre quella cosa del 4 dicembre). Non che non si sapesse, ma quello che scrive del M5S uno dei più frequentati siti di news al mondo (Buzzfeed) cambia la scala degli scontri politici del tinello italiano: «Italy’s Most Popular Political Party Is Leading Europe In Fake News And Kremlin Propaganda». Una sintesi ragionata (e in italiano) la trovate su Il Post. Grillo non l’ha presa bene.

Ancora sulle fake news, propaganda, spin e quant’altro.

Ok, Facebook e Google hanno fatto da volano, ma qual è il vero ecosistema delle bufale? Un analisi dei dati della campagna elettorale tira fuori una mappa.

Fino a che punto la stampa deve dar retta ai tweet di un president-elect? Cose così, per dire.

Ancora su stampa e populisti. Il Corriere della sera regala una pagina alla più giovane della casata Le Pen, Marion. Siamo andati a vedere punto per punto a chi parla la campionessa della destra destra francese.

Dopo il tweet di denuncia della presidente della Camera Laura Boldrini, a Montecitorio si è discusso di hatespeech, bufale, credulità, cattivo giornalismo e via dicendo. Se avete tempo, ecco due ore e 40 minuti di convegno in un video.

A proposito, che ne pensate dell’idea della Boldrini dell’icona su Facebook per denunciare i discorsi d’odio?

A proposito bis, “Politicamente corretto: come la destra ha inventato un nemico immaginario”. Un long read del Guardian.

Lo strano caso delle pagine “buongiorniste” (presente quelle su Facebook tipo “800.000 iscritti per Homer Simpson presidente del Consiglio”? Ecco, quelle) che sono diventate pagine di propaganda per il Sì al referendum.

Democrazia e mondo libero = Usa e Gran Bretagna. Un classico. Ma sarà ancora così nel’epoca di Donald Trump e Nigel Farage? Se lo chiede in un lungo saggio Ian Buruma.

Advertisements