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Alessandro Lanni

Condannato per incitamento alla discriminazione, Geert Wilders rilancia. La difesa pubblica postata su Youtube in doppia lingua (inglese e olandese) dal leader del partito xenofobo olandese PVV è un Bignami del populismo di destra contemporaneo. Le elite, il multiculturalismo, la stampa, il politically correct, la libertà d’espressione, e via dicendo. In 4 minuti il capo del Partito della libertà enumera i punti fondamentali di quello che potrebbe essere a pieno titolo un manifesto del populismo xenofobo mondiale.

Col vento in poppa dei sondaggi che lo collocano oggi al primo posto in vista delle elezioni politiche di marzo 2017 (il PVV triplicherebbe i seggi in parlamento passando dagli attuali 12 a 35/6), Wilders parla da leader non solo nazionale ma europeo spingendo i tasti che ormai sono comuni all’onda anti-establishment mondiale.

La diagnosi del “corpo debole e malato” della nazione, la perdita d’identità, il ritorno a un passato migliore e con l’identità pura. C’è tutto nel discorso di Wilders e sono fili rossi che attraversano l’Atlantico e l’Europa.
Ecco il manualetto in 10 punti del populista contemporaneo.

1) I Paesi bassi sono diventati un paese malato.

2) [Giudici che mi avete condannato] avete limitato la libertà d’espressione di milioni di olandesi e nessuno si fida più di voi.

3) Verità e libertà sono più forti di voi [giudici]

4) I marocchini non sono una razza e chi li critica non è razzista.

5) Un messaggio per il premier Rutte e l’elite multiculturale: gli olandesi vogliono indietro il loro paese.

6) Milioni di olandesi sono stufi del politically correct

7) E stanchi delle elite che si interessano solo di loro stesse ignorano la gente comune.

8) E vendono il nostro paese.

9) Politici, giudici e giornalisti stanno indebolendo il nostro paese.

10) Vogliamo tornare a essere padroni a casa nostra e camminare sicuri per strada.

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