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Alessandro Lanni

Ci eravamo lasciati nel 2016 con la preoccupazione che sulla questione migranti il governo stesse per sterzare. Troppi segnali lo facevano presagire. La saldatura definitiva tra M5S e Salvini, le uscite di qualche esponente del Pd, il clima ansiogeno sui giornali e in televisione hanno ormai sdoganato il legame tra immigrazione e terrorismo. Era facile prevedere che la spinta populista avrebbe provocato un domino perverso e la caduta di un bastione di civiltà che era stato con fatica raggiunto, ovvero la chiusura dei Cie, i centri di “reclusione” per migranti. Così è stato. Nell’ultimo giorno utile dell’anno il ministro dell’Interno e il capo della polizia annunciano «una stagione di tolleranza zero sul terreno dei respingimenti dei migranti irregolari».

Ed è così che la spinta populista produce i suoi effetti anche senza la presa del Palazzo d’inverno. Era la preoccupazione che un esperto di populismo come Cass Mudde ci aveva esposto qualche tempo fa: populisti non sono solo i partiti di estrema destra, ma anche i vecchi partiti tradizionali che oggi adottano politiche populiste. Lo ha mostrato con chiarezza la sterzata di Theresa May arrivata a Downing Street dopo il referendum su la Brexit (e il successo dell’Ukip). Lo dimostra il surreale dibattito sulle strette al web per arginare le bufale che circolano ad arte sui social media con l’effetto di una convergenza verso ipotesi illiberali fatte da un eminente esponente dell’establishment e sul blog del principale partito anti-establishment. Demagogia e populismo obbligano la discussione a prendere sul serio ipotesi fantascientifiche come la valutazione di un ente terzo dei contenuti pubblicati su piattaforme di social media oppure “giurie popolari” che giudichino i contenuti pubblicati da giornali e tg.
Aspettiamoci qualcosa anche su questo fronte.

Le politiche cambiano, stanno già cambiando, senza che né Beppe Grillo né Matteo Salvini siano al governo. Negarlo non serve più: la spinta populista si afferma anche in Italia, impone l’agenda, impone le politiche.

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