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Si dice: il populismo è tutto o quasi propaganda. Il contenuto è la rabbia della gente e poco altro. Eppure anche tra i campioni populisti, i vecchi programmi elettorali si portano ancora.

Paul Smith, uno studioso di cose francesi dell’Università di Nottingham, si è preso la briga di analizzare i 144 punti che compongono il manifesto elettorale di Marine Le Pen, la candidata del Front National alla presidenza della Republique. Un concentrato di nazionalismo e protezionismo. I nemici? L’Euro e l’Ue, gli immigrati e l’islam.

C’è che di giorno in giorno aumenta il vento nelle vele di Marine (è solo “Marine” nella comunicazione in questi mesi). Lo scandalo che ha coinvolto il candidato gollista Fillon e signora le ha dato un’ulteriore spinta, se mai ce ne fosse bisogno. Sembra di assistere di nuovo a quello che è successo negli Usa qualche mese fa: il candidato impossibile diviene in poco tempo probabile.

«Le Pen vuole guidare uno Stato forte, interventista e muscolare e ridurre l’immigrazione praticamente a zero» scrive Smith. «Lungo la strada vuole combattere il multiculturalismo e rafforzare la laicità, fino al punto di vietare l’uso di segni di fede religiosa in tutti gli spazi pubblici, come uno degli antidoti per l’islam fondamentalista». Dalla Frexit al protezionismo ispirato a Donald Trump, dal blocco all’immigrazione al controllo alle frontiere (anche con 6000 guardie in più) fino alle nuove politiche familiari per alzare il tasso delle nascite, e la cancellazione delle norme sui matrimoni omosessuali e sulla gravidanza surrogata. E poi accenni alla politica energetica, all’orgoglio francese (ovvero più soldati e meno impegno nella Nato), e soprattutto contro l’islam.

Fin dove arriverà la Le Pen? Smith in conclusione sottolinea come Marine sia oggi davanti a tutti al primo turno ma indietro nel secondo, tanto contro Macron che contro Fillon (se mai rimarrà lui il candidato conservatore). Eppure, la partita in Francia non è affatto chiusa e al 7 maggio – data del ballottaggio – mancano quasi di tre mesi, un’eternità di questi tempi. (AL)

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