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Abbiamo partecipato alla trasmissione condotta da Gianluca Nicoletti, qui per ascoltare l’audio dell’ora di chiacchierata. I temi sono tanti: dalle palme a piazza Duomo alla “discesa in campo” di Mark Zuckerberg.

Tempi duri per chi cerca di andare controcorrente, di avere opinioni complesse, ragionate, pacate, che vanno contro il trend populista che trionfa in Occidente.
Dalla vittoria di Trump negli USA, che ha assecondato e fomentato gli istinti meno nobili degli americani, parlando alla loro pancia, alle nostre latitudini, dove sempre più il dibattito è mortificato dallo strapotere dello slogan, dello sfogo, della denigrazione dell’avversario, il populismo attecchisce con una facilità disarmante, soprattutto nel web, dove sono innumerevoli i cittadini pronti a condividere notizie e bufale orchestrate ad arte da strateghi dei social e della comunicazione. Come si è arrivati a tutto questo? E come si può riportare su una base condivisa la comunicazione e la circolazione delle idee? Rispondono Alessandro Lanni, giornalista e fondatore del blog “Populismi” e Walter Quattrociocchi, ricercatore, autore del libro “Misinformation”.

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